Breakfast Club mi riporta a casa: caffè e passeggiate all’Orto Botanico di Cagliari

Avete mai visitato un orto botanico? Sono posti bellissimi, capaci di regalare emozioni speciali in ogni città che li ospita. Ma andando oltre: avete mai assaggiato un caffè circondati da piante arrivate da ogni angolo del mondo?
Dopo quasi otto anni sono tornato a Cagliari, non più come semplice spettatore, ma come organizzatore. E devo ammetterlo, l’emozione c’era, eccome. Nome in codice dell’operazione: Breakfast Club!
Breakfast Club è un format nato a Milano con Mirabilia quasi due anni fa, e che piano piano stiamo portando in giro per l’Italia. Dopo tanto girovagare, ho deciso di rimettermi in gioco anche a casa mia, ricreando qui il mio spazio. Tra il serio e il faceto, verso fine maggio 2026, chiacchierando con il gruppo Mirabilia, è nata l’idea di portare il concept fuori da Milano: prima tappa Taranto. “Beh, tanto vale farlo anche a Cagliari”, ho pensato io. “Ma perché no”, hanno pensato loro. “Vai, occupatene tu!”, hanno concluso. Detto, fatto.
Ed eccoci al 5 settembre 2026: Breakfast Club sbarca all’Orto Botanico di Cagliari, con tanto di sold out e il doppio delle persone in lista d’attesa. Non nego una certa soddisfazione nel vedere questa curiosità così viva.

Ore 10: arrivano tutti gli iscritti. Tra timidezza e entusiasmo, riconosco qualche volto e ne scopro tanti nuovi; ci sistemiamo tutti sotto il gazebo. Nel frattempo faccio quello che mi riesce meglio: intrattenere gli ospiti raccontando qualche castroneria, in attesa dei miei compagni di giornata.

La squadra era semplice: io, Alice e Antonella per lo staff Mirabilia (quel giorno mancava Valentina, che ci seguiva via etere), più due volontari d’eccezione, Moritz e Ilaria, amici ed esperti di caffè. All’arrivo di Alice, faccio le presentazioni con Gianluca Iritti, coordinatore tecnico dell’Orto Botanico di Cagliari. Dopo una rapida introduzione, assaggiamo tutti insieme la bevanda di benvenuto, un cold brew di cascara di caffè del Costa Rica.

Ultime domande, ultime spiegazioni, e via: si parte per una bella passeggiata.

Gianluca ha studiato un percorso davvero interessante, con tre soste nell’Orto Botanico:
- L’albero bottiglia (Ceiba speciosa), originario del Sudamerica

Il deserto, una collezione di piante succulente all’aperto

La cava romana, con la sua collezione di felci e i grandi esemplari di Ficus dalle importanti radici colonnari

Vi consiglio di visitarle di persona: potrei raccontarvele, ma dal vivo sono davvero un’altra cosa. La mia preferita resta la cava romana: sempre fresca, perfetta per rilassarsi e prendersi un momento tutto per sé. Nonostante il caldo nei tratti esposti al sole, i partecipanti hanno apprezzato moltissimo i racconti di Gianluca, capace di passare con naturalezza dal tecnico al simpatico, prima di arrivare alla nostra postazione: la Fontana Pampanini.

Qui, tra tre piante di caffè arabica, ci aspettavano assaggi di cibo e di caffè. Moritz, Antonella e Ilaria avevano preparato tutto alla perfezione: restava solo il tempo per un’ultima chiacchierata con gli ospiti per spiegare e raccontare cosa sia il caffè specialty e dare informazioni sui prodotti che avremmo servito, prima di dare ufficialmente inizio al servizio.

Per espresso e bevande a base latte abbiamo usato un Colombia naturale, varietà Caturra, della torrefazione Essentzia; per il filtro un colombiano, varietà Sidra Bourbon; per cold brew e mocktail un Etiopia naturale, entrambi de L’Atypica. Ci è mancata la terza torrefazione specialty cagliaritana, Caffè dell’Arte, ma ci siamo ripromessi di organizzare presto altri eventi tutti insieme.
Lo dico perché, dopo tanti anni passati a fare formazione a Cagliari trovando spesso un certo ostruzionismo, oggi ritorno e trovo uno spirito di partecipazione bellissimo. Trovo finalmente un senso vero alla parola “community”, tanto abusata quanto, quando funziona, preziosa.
Finito il piccolo tour dell’Orto, parte il Breakfast Club vero e proprio: io alla macchina espresso, Antonella al food, Alice e Moritz alle bevande. La prima cosa che noto è l’interesse per i caffè in purezza: tanti chiedono subito un espresso o un filtro. Poi, con calma, si passa al cold brew, alle bevande a base latte (cappuccino, iced latte) e ai drink.
Le domande timide dell’inizio si trasformano presto in bellissimi scambi di opinioni e curiosità: ognuno ha un’esperienza da raccontare e tante domande sul perché un caffè regali una sensazione piuttosto che un’altra. Il drink, complice anche il caldo, va per la maggiore: tutti sorpresi da cosa si possa fare con il caffè, chiedono più volte la ricetta, che però resta segreta. Anche se, tra noi, potrei confessarvi che era fatto con:
- Cold brew di Etiopia naturale
- Cold brew di cascara di cacao del Costa Rica
- Sciroppo 1:1 di mirto e pompia
- Succo di mango
- Acqua tonica
Il Breakfast Club scorre veloce e, come da tradizione, nessuno ha voglia di andarsene. Il cibo, fornito da La Sienda, era squisito: pasticceria vegana dolce e salata, con i formaggi vegani di Veghu a completare il quadro. In tavola: veneziane cacciatora e riskù, veneziane fichi e kasubè, supplì, crocchette campidanesi, pizzette sfoglia mignon, mignon misti, croissant dolci, veneziane crema e cannoncini piccoli.

Per chi non lo sapesse, le crocchette campidanesi sono un prodotto tipico del territorio che non si trova spesso, mentre le pizzette sfoglia sono un classico che a Cagliari non manca mai.
È stato bello vedere le persone assaggiare il cibo abbinandolo ai caffè, per poi scambiarsi pareri, tra un gioco e una chiacchiera: proprio la socializzazione che sta alla base del nostro Breakfast Club.
Personalmente, è stato bello vedere tanti sorrisi: amici, volti nuovi, parenti, tutti a parlare, chiacchierare, domandare e assaggiare. Togliere i pregiudizi su sapori, ingredienti, usi e costumi: si prova, e solo dopo si decide.
Con Mirabilia siamo riusciti a portare a Cagliari prodotti di respiro internazionale, ma realizzati in Sardegna: dal caffè torrefatto da Essentzia e L’Atypica estratti con una macchina espresso eccellente, la Faemina di Faema, al cacao di Vaicacao, fino al food di La Sienda e ai formaggi vegani forniti da Veghu.
Ritrovare profumi, odori e visi familiari, uniti al mio lavoro di tutti i giorni, è stato molto intenso e bello. Vedere che il mondo che ho conosciuto lontano da quest’isola le somiglia così tanto, pur restandole così vicino, mi ha colpito. Tanti intrecci diversi, per ritrovare le stesse, identiche emozioni, anche qui.
Bello, davvero, tornare a casa.
PS: Tra i volontari, ringraziamento particolare a mio cugino Andrea che ci ha aiutato con varie mansioni come facchino, PR e infermiere! Grazie


